Payday Loans
 

Fabio Lepore

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Articoli Persone L'africano albino in fuga dai pregiudizi

L'africano albino in fuga dai pregiudizi

E-mail Stampa PDF

Pubblicato su Famiglia Cristiana del 23 luglio 2009, p. 52
fam_cr._1jpg
fam_cr

"Sin da bambino ho vissuto in un clima di disprezzo e con la paura di sparire, come è successo a mio fratello Maurice". Stéphane Ebongue è nato 38 anni fa a Douala, in Camerun, dove lavorava come giornalista per il settimanale Le Messager. Stéphane, come era Maurice, è albino: i tratti del volto e la corporatura tipici delle persone di colore, ma la pelle, i capelli e i peli del corpo bianchi, gli occhi chiari. "Secondo le superstizioni popolari, le persone albine in Africa sono considerate portatrici di sventura. Il loro sacrificio è ritenuto un modo per placare l'ira delle divinità e per accattivarsi il loro favore. Può avvenire in molti modi: nelle campagne ad esempio si sotterrano i capelli o le unghie degli albini perché i campi di cacao e riso portino un raccolto più abbondante. Ma alcuni organi, come il cuore o i genitali, vengono usati dagli stregoni per preparare talismani e pozioni. Secondo queste assurde credenze, dovrebbero assicurare a chi li usa successo, ricchezza e fortuna, in amore o nel lavoro. Si pensa che questi oggetti magici possano addirittura rendere un uomo invulnerabile ai proiettili".

stephane_1
Foto di Mauro Donato

È il racconto di un'esistenza trascorsa cercando di proteggere dal sole la pelle e gli occhi, resi più vulnerabili a causa della mancanza di melanina tipica dell'albinismo, e di sfuggire alla morte per mano di maghi e stregoni. Sullo sfondo il disprezzo e la derisione. "Quando nasce un albino generalmente la sua famiglia si vergogna ed è vista molto male dal resto della comunità. Io sono stato fortunato ad avere due genitori che mi hanno sempre aiutato, ma pochi di noi riescono a riceve un'istruzione adeguata. La cosa più terribile da affrontare per me era lo sguardo con cui mi squadravano le persone per strada". Stéphane ha saputo trovare la forza per continuare gli studi e crearsi a sua volta una famiglia. "Quando sei albino, per studiare bisogna avere davvero tanto coraggio. Da bambino infatti era ancora peggio: i compagni mi prendevano in giro non solo per il colore della pelle, ma anche perché non vedevo bene. Ma io ho sempre voluto fare il giornalista e con tanti sacrifici ci sono riuscito. E ho anche avuto la fortuna di incontrare Josephine, mia moglie, con la quale ho avuto tre splendidi bambini, due maschi e una femmina. Josephine ha combattuto molto per farmi accettare dai suoi famigliari".

stephane_2
Foto di Mauro Donato

Due anni fa la situazione per Stéphane è diventata insostenibile. "Nel 2006 c'è stata l'ennesima eruzione del monte Camerun, un vulcano attivo che si trova vicino a Douala. La leggenda dice che per placare l'ira del dio del vulcano si debba versare il sangue degli albini. In un paio di giorni ne sono scomparsi sei, sicuramente per compiere sacrifici alla divinità. Ero un bersaglio facile da colpire e così nell’aprile del 2007 ho deciso, mio malgrado, di scappare. Avevo molti contatti, tra cui un capitano che lavorava al porto di Douala. Ho pagato a lui l'equivalente di mille euro, mi ha nascosto su una nave mercantile e dopo circa un mese di viaggio sono arrivato a Genova. È stato molto difficile abbandonare il Camerun, perché lì ho lasciato mia moglie e i miei figli, il più piccolo dei quali aveva due anni, e il mio lavoro. Ma se fossi rimasto sarei sicuramente andato incontro alla morte". Lo stesso destino che invece si è portato via Maurice. "Sì, mio fratello è stato ucciso. Era il 3 luglio del 1984. Una mattina come tante altre è uscito di casa e non è mai più tornato. È semplicemente scomparso. Succede così in genere agli albini: vengono aggrediti quando meno se lo aspettano, gli vengono tolti gli organi che servono per i riti magici e poi scompaiono nel nulla. Abbiamo fatto denuncia, ma non abbiamo mai più avuto sue notizie. Il Camerun è un paese civile sotto moltissimi punti di vista, ma purtroppo capitano ancora cose come questa. Tutti sanno cosa succede e nessuno dice nulla. La situazione peggiore si verifica nelle campagne, dove la maggior parte delle persone non è istruita; per loro è davvero difficile capire che l'albinismo non è dovuto all'ira degli dei, ma è un'anomalia genetica".
Stéphane ha ottenuto il riconoscimento di rifugiato per motivi umanitari e oggi vive in un paese alle porte di Torino. Il suo sogno più grande è quello di trovare un lavoro e poter riabbracciare la sua famiglia, ma in questi mesi ha cercato di dare un senso positivo a un passato tanto drammatico, diventando socio attivo di Albinit, la prima associazione italiana dedicata alle problematiche delle persone albine. "Mi chiedo spesso come posso far capire a uno stregone che le sue pozioni magiche non servono a nulla e, soprattutto, che se usa gli organi di un albino queste non diventano più potenti. Come si può riuscire a demolire credenze tanto radicate? Un buon inizio sarebbe divulgare l'informazione scientifica sull'albinismo, partendo proprio dalle scuole, per far capire ai bambini perché i loro compagni albini hanno un colore della pelle differente e perché ci vedono di meno. Più si capisce cos'è l'albinismo e meno ci sono pregiudizi".

Il problema in Italia e chi se ne occupa
L’albinismo è un disturbo di origine genetica causato dall’assenza o dalla riduzione della quantità di melanina nella pelle, nei capelli e negli occhi. Ne esistono numerose forme, alcune delle quali interessano soltanto gli occhi. Secondo le stime di Albinit, che attraverso il sito www.albinismo.it sta conducendo un'indagine statistica sul fenomeno, attualmente in Italia vivono tra le 2.500 e le 5.000 persone affette da questo problema.
"Albinit è la prima associazione italiana di persone albine" spiega la presidentessa Elisa Tronconi "Ha compiuto un anno l'8 maggio scorso ed è nata dalla richiesta della mamma di una bambina di Roma. Attraverso il collegamento con Telethon, ha portato alla creazione di una rete di contatti man mano sempre più estesa. Lo scopo primario è proprio quello di funzionare come referenti per favorire lo scambio di informazioni tra gli albini, i loro famigliari ed esperti che si occupano di albinismo sotto più punti di vista, da quello medico a quello legale".

 

Preview del documentario
Stephane, black heart white soul
Dim lights Embed Embed this video on your site

 

LAST DRAFT

andrea_cavaletto_MD_FL_150
Andrea Cavaletto, lo sceneggiatore horror pronto per sbarcare a Hollywood

eremo_silenzio_MD_FL_150
Eremo del Silenzio di Torino: dov'era il carcere, un angolo di pace

DRAFT

borgna_150
A Cuneo il primo cieco sindaco di un capoluogo

valeria_straneo_150

Valeria Straneo, verso le Olimpiadi di Londra 2012

Manzar_e_Jahad_150
Manzar e Jahad, il museo afghano dei Mujahideen

macedonian_barolo_150
Il Re dei vini italiani è un affare macedone

Moschea_Madaba_150
L’imam della moschea giordana dedicata a Gesù

VIDEO

lost_in_tuk_tuk
Lost in tuk tuk
India
, Rickshaw Run 2011

Al_Sindibab
Giordania, Al Sindibab
sul sito del Televideo Rai

DAVID LARIBLE - DVD

loc_larible_sm
Poeta in azione
Intervista e brani dello spettacolo Il clown dei clown.
DVD scritto da Andrea Vernoli e Fabio Lepore

odg_2